Confronto tra due offerte
di Ciro Natale · Aggiornato al 11 agosto 2026
Conta il netto, non il lordo: le tasse si "mangiano" una parte della differenza. Metti a confronto due offerte e vedi quanto ti resta davvero in tasca.
ℹ️ Stima basata su lavoro dipendente 2026 (media nazionale per le addizionali). Non considera benefit, premi o welfare aziendale, che possono spostare il confronto.
Come leggere il confronto
Perché guardare il netto e non farsi ingannare dal lordo. Apri le domande che ti interessano.
Perché guardare il netto e non il lordo? ⌄
Il lordo non è quello che incassi. Tra due offerte, quella col lordo più alto ti lascia sì più netto, ma la differenza è più piccola di quella sul lordo: parte se la prendono tasse e contributi. Per scegliere conta il netto.
Perché un aumento "rende" meno di quanto sembra? ⌄
Perché l'IRPEF è a scaglioni: la parte in più di stipendio viene tassata alla tua aliquota marginale (la più alta che ti tocca), e su quella si aggiungono i contributi. Così ogni 100 € di lordo in più diventano, in tasca, parecchio meno.
Cosa questo confronto NON considera ⌄
Onestà prima di tutto: tra due offerte vere possono pesare anche cose qui non incluse, che possono ribaltare una scelta vicina:
- Numero di mensilità diverso (12, 13 o 14) e Comune/Regione diversi (addizionali);
- benefit e welfare aziendale (buoni pasto, auto, fondo sanitario);
- premi, fondo pensione, smart working, crescita e stabilità.
Il confronto qui guarda solo il netto da RAL: usalo come base, non come unica risposta.
Un esempio coi numeri ⌄
Offerta A 30.000 € contro offerta B 33.000 € (13 mensilità):
- Differenza sul lordo: 3.000 € l'anno.
- Differenza sul netto: solo 1.606 € l'anno (circa 134 € al mese).
Quasi la metà della differenza lorda se ne va in tasse e contributi: ecco perché conta guardare il netto, non il lordo.