Pagare l'IMU, passo per passo

di Ciro Natale · Aggiornato al 11 agosto 2026

L'IMU non arriva a casa: nessuno te la manda, e nessuno te la ricorda. Devi accorgertene da solo, calcolarla da solo e versarla da solo, due volte l'anno. Questa guida ti porta dall'inizio alla fine: capire se tocca a te, trovare i numeri, compilare l'F24, pagare — e rimediare se sei in ritardo.

💡 Se cerchi quanto devi pagare, il conto lo fa lo strumento: calcola l'IMU con l'aliquota del tuo Comune. Qui parliamo di tutto il resto.

1. Tocca davvero a te?

L'IMU la paga chi possiede l'immobile, non chi ci vive. Sembra ovvio, ma è qui che nascono quasi tutti gli errori — e le lettere del Comune due anni dopo. Cerca la tua situazione.

Affitto la casa in cui vivo

Non paghi niente. L'inquilino non c'entra con l'IMU: paga il proprietario. All'inquilino tocca semmai la TARI, la tassa sui rifiuti, che è un'altra cosa. Lo stesso vale per chi ha una casa in comodato: usa la casa, ma non la possiede.

Ho la nuda proprietà, mia madre l'usufrutto

Paga l'usufruttuaria, cioè tua madre. Il nudo proprietario, per l'IMU, non esiste: non versa nulla finché l'usufrutto dura. Vale anche per il diritto di uso, di abitazione, di superficie e per l'enfiteusi.

Ho ereditato una casa insieme ai miei fratelli

Da quel momento ognuno paga per la sua quota, contando i mesi dal decesso, e ognuno fa il suo F24 con il proprio codice fiscale. Non si può versare tutto in uno solo: per il Comune gli altri risulterebbero morosi.

⚠️ Ma attenzione al caso più frequente: c'è ancora il genitore superstite. Se muore il padre e resta la madre, sulla casa dove vivevano insieme la legge dà alla vedova il diritto di abitazione (art. 540 del Codice civile). Da quel momento, per l'IMU su quella casa, l'unica che conta è lei: i figli, anche se hanno ereditato la proprietà, non versano nulla. E se la madre ci abita, quella è la sua abitazione principale, quindi non si paga niente del tutto. Il diritto di abitazione scatta però solo se la casa era del defunto o dei due coniugi. Se il padre l'aveva a sua volta ereditata in comproprietà con i fratelli, non nasce, e allora ognuno torna a pagare la sua quota.

Ci siamo separati e la casa è stata assegnata a lei (o a lui)

Paga solo chi ha ricevuto l'assegnazione dal giudice, anche se l'altro è comproprietario a metà. E per l'assegnatario quella casa vale come abitazione principale: se non è di lusso, non si paga nulla (art. 1 c. 741 lett. c n. 4 della legge 160/2019). L'ex coniuge che se n'è andato, su quella casa, non deve più niente — ma se ne ha comprata un'altra, su quella sì.

Mio padre è in casa di riposo e la sua casa è vuota

Questa dipende dal Comune, ed è la domanda che riceviamo più spesso. Il Comune può decidere di trattare come abitazione principale la casa di chi si trasferisce stabilmente in un istituto di ricovero: in quel caso non si paga, purché la casa non sia affittata e sia una sola.

Lo prevedono 6.172 Comuni su 7.354, cioè l'84%. Non è una stima nostra: è scritto nel prospetto ufficiale che ogni Comune deposita al Ministero, e noi lo abbiamo letto per tutti. Nel calcolatore scegli «Casa di chi è ricoverato stabilmente in un istituto» e ti diciamo subito se il tuo Comune è fra quelli.

Vedi se il tuo Comune lo prevede →

Quasi sempre va comunicato al Comune con la dichiarazione IMU (ne parliamo più sotto): non è automatico, e il Comune da solo non può saperlo.

Io e mia moglie abbiamo la residenza in due case diverse

Ciascuno ha la sua esenzione, anche se le due case sono nello stesso Comune. Fino al 2022 non era così e molte famiglie hanno pagato: poi la Corte costituzionale (sentenza n. 209 del 2022) ha bocciato quella regola. Serve però che la residenza e la dimora abituale siano vere, non di comodo: il Comune può controllare consumi, utenze e spostamenti.

Vivo all'estero da pensionato

Se sei iscritto all'AIRE e la tua pensione è maturata in convenzione internazionale con l'Italia, su una sola casa italiana — non affittata e non data in comodato — l'IMU si paga a metà. Non basta essere iscritti all'AIRE: senza quel tipo di pensione, lo sconto non spetta.

La mia casa è occupata abusivamente

Dal 2023 non si paga, ma a due condizioni: aver sporto denuncia penale per l'occupazione (o aver avviato l'azione giudiziaria) e averlo comunicato al Comune. Senza quei due passaggi l'imposta resta dovuta.

2. Trova i due numeri che ti servono

Per calcolare l'IMU servono solo due cose: la rendita catastale dell'immobile e l'aliquota del Comune. Il resto è aritmetica.

La rendita catastale

È un valore fisso, deciso dal Catasto, che non cambia di anno in anno e non ha niente a che vedere con quanto vale la casa sul mercato: è molto più bassa. La trovi in tre posti.

  1. 1
    Nell'atto di acquisto che ti ha consegnato il notaio: è il posto più veloce, se ce l'hai in casa. Cerca «rendita».
  2. 2
    Sul sito dell'Agenzia delle Entrate, nell'area riservata: la visura dei tuoi immobili è gratuita. Entri con SPID, CIE o CNS, e cerchi «Consultazione rendite catastali» o «Visura catastale telematica».
  3. 3
    Se non ci riesci da solo, la chiede per te un CAF, un geometra o l'ufficio tributi del Comune. Costa poco o niente, e ti risparmia il pomeriggio.
⚠️ Sulla visura c'è anche la categoria catastale (A/2, C/6, D/1…). Serve, perché decide il numero per cui si moltiplica la rendita. Prendila da lì, non a occhio.

L'aliquota del Comune

Qui casca l'asino: cambia da Comune a Comune, e dentro lo stesso Comune cambia a seconda del tipo di immobile. Dal 2025 ogni Comune deve compilare un Prospetto delle aliquote su un modello unico del Ministero: se non lo pubblica entro il 28 ottobre, valgono le aliquote dell'anno prima.

Quel prospetto è pubblico e lo puoi consultare da solo, Comune per Comune, sul portale del Dipartimento delle Finanze. Noi lo abbiamo letto per tutti i Comuni italiani: cerca il tuo e trovi le sue aliquote già pronte, comprese le aliquote ridotte deliberate per i casi particolari — canone concordato, immobili sfitti, negozi — che quasi nessuno sa di poter chiedere.

3. Quando si paga (e perché a giugno non è metà)

Acconto — 16 giugno

Copre il primo semestre, ma si calcola con l'aliquota dell'anno prima. Se il Comune l'ha cambiata, a giugno non versi metà: versi quello che sarebbe dovuto con le vecchie regole.

Saldo — 16 dicembre

È il conguaglio: si rifà il conto di tutto l'anno con le aliquote definitive e si toglie quanto già versato a giugno.

Puoi anche pagare tutto a giugno in una volta sola: è ammesso, e ti togli il pensiero. C'è però un rischio da conoscere — se il Comune poi alza l'aliquota entro ottobre, quello che hai versato non basta più e a dicembre devi comunque integrare. Se non lo fai, sei in ritardo. Con un Comune che negli anni non tocca mai le aliquote è una scelta comoda; se invece le cambia spesso, meglio i due versamenti separati.

Un'ultima regola che vale sempre: il mese conta per intero solo se lo hai posseduto per più della metà dei giorni. Chi compra il 10 marzo paga da marzo; chi compra il 20 marzo paga da aprile. Il giorno del rogito conta per l'acquirente.

4. Compilare l'F24

L'IMU si versa con il modello F24. Del foglio ti interessano solo due parti: i tuoi dati in alto e il riquadro «IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI». Tutto il resto si lascia vuoto.

Sezione IMU e altri tributi locali

codice ente ravv. immob.
variati
acc. saldo numero
immobili
rateazione
mese rif.
anno di
riferimento
codice
tributo
detrazione importi a
debito versati
F205 ☐ ☐ ☒ ☐ 1 — 2026 3918 — 575,00

Esempio: acconto 2026 su una seconda casa a Milano con rendita catastale di 600 € — il calcolatore dà 1.149,12 € per l'anno, cioè 575 € a giugno. Le caselle con il trattino restano vuote. Una riga per ogni codice tributo.

Campo per campo

I codici tributo

Codice Per quale immobile
3912 Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9) e sue pertinenze
3913 Fabbricati rurali strumentali, compresi i D/10
3914 Terreni agricoli
3916 Aree fabbricabili
3918 Tutto il resto: seconde case, negozi, uffici, box non pertinenziali
3925 Immobili del gruppo D — la parte che spetta allo Stato
3930 Immobili del gruppo D — la parte che spetta al Comune
⚠️ Capannoni, alberghi, uffici del gruppo D: servono DUE righe. Su questi immobili lo 0,76% va allo Stato e solo il resto al Comune. Si scrivono due righe distinte, con i codici 3925 (Stato) e 3930 (Comune). È l'errore più frequente di chi compila da solo — e il Comune se ne accorge, perché gli arriva meno di quanto gli spetta. Fa eccezione il D/10, il fabbricato rurale strumentale: sta nel gruppo D, ma allo Stato non va nulla. Una riga sola, codice 3913.
💡 Esiste anche l'F24 semplificato: un modulo più corto, con una sola sezione, pensato proprio per i tributi locali. Se il tuo home banking te lo propone, va benissimo — nel campo «sezione» si indica EL (enti locali) e il resto è identico. I modelli e le istruzioni ufficiali stanno sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

5. Come si paga materialmente

Una cosa che conviene sapere: puoi pagare l'F24 di un'altra persona — per esempio quello di un genitore anziano — ma il modello deve restare intestato a chi possiede l'immobile, con il suo codice fiscale. Se ci metti il tuo, per il Comune quel pagamento non esiste.

6. Sei in ritardo? Il ravvedimento operoso

Se la scadenza è passata e non hai versato, non aspettare che ti scrivano. Puoi rimediare da solo con il ravvedimento operoso: paghi l'imposta, una sanzione ridotta e gli interessi, e la cosa finisce lì. Prima lo fai, meno paghi.

Si può fare finché il Comune non ti notifica un accertamento. Dopo, non più: la sanzione piena è del 25% dell'imposta non versata.

Quanto costa rimediare

Se paghi Sanzione Esempio
Entro 14 giorni dalla scadenza 0,0833% per ogni giorno di ritardo 5 giorni di ritardo → 0,42%
Dal 15° al 30° giorno 1,25% (un decimo del minimo) su 500 € → 6,25 €
Dal 31° al 90° giorno 1,3889% (un nono) su 500 € → 6,94 €
Dal 91° giorno fino a un anno 3,125% (un ottavo) su 500 € → 15,63 €
Oltre un anno 3,5714% (un settimo) su 500 € → 17,86 €

Percentuali calcolate sulla sanzione base del 25% introdotta dal D.Lgs. 87/2024 per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per i ritardi entro i 90 giorni la base è dimezzata al 12,5%.

Agli interessi ci si aggiunge il tasso legale, calcolato giorno per giorno sull'imposta non versata: è l'1,60% annuo dal 1° gennaio 2026 (era il 2% nel 2025). Su cifre piccole sono pochi centesimi, ma vanno messi.

Un esempio concreto

Non hai versato 500 € di acconto entro il 16 giugno e te ne accorgi 40 giorni dopo. Sei nella fascia «dal 31° al 90° giorno»:

  • · imposta: 500,00 €
  • · sanzione 1,3889%: 6,94 €
  • · interessi 1,60% annuo per 40 giorni: 500 × 1,60% × 40 ÷ 365 = 0,88 €
  • · totale da versare: 507,82 € → sull'F24 508 €
✅ Come si versa il ravvedimento — sull'F24 usi lo stesso codice tributo di prima, barri la casella «Ravv.» e nell'importo scrivi tutto sommato insieme: imposta + sanzione + interessi, in un'unica cifra. Per l'IMU non esistono codici separati per sanzioni e interessi — i codici 3923 e 3924 servono ad altro (agli avvisi di accertamento) e qui non vanno usati.

7. Se invece hai pagato troppo

Capita: un'aliquota sbagliata, mesi contati male, un Comune che ha ridotto le aliquote dopo il tuo acconto. Hai cinque anni dal giorno del versamento per chiedere il rimborso, con un'istanza al Comune — non all'Agenzia delle Entrate, perché l'IMU è del Comune. Molti Comuni hanno il modulo pronto sul sito; alcuni, se preferisci, ti lasciano usare la somma in compensazione con l'IMU degli anni successivi.

8. La dichiarazione IMU: quando serve davvero

Quasi mai. Il Comune vede i passaggi di proprietà dagli atti del notaio e dal Catasto: per una normale compravendita o una successione registrata non devi presentare nulla.

Serve solo quando c'è qualcosa che il Comune non può sapere da solo. I casi tipici:

Si presenta entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è cambiato qualcosa, sul modello ministeriale, al Comune dove si trova l'immobile. Vale anche per gli anni dopo: finché la situazione non cambia, non va ripetuta.

9. E se non pago proprio?

Il Comune ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui avresti dovuto versare. Entro quel termine può notificarti un avviso di accertamento con imposta, sanzione del 25% e interessi. Dopo, il credito si prescrive.

Cinque anni sono lunghi, e nel frattempo il conto cresce: se ti accorgi di non aver pagato, il ravvedimento costa sempre molto meno dell'accertamento. E se l'avviso è già arrivato ma pensi sia sbagliato, si può chiedere il riesame all'ufficio tributi prima di andare in commissione tributaria: spesso è un errore di anagrafica che si chiude in mezz'ora allo sportello.

Domande rapide

Devo pagare anche se sono poche decine di euro?

Sotto una certa soglia il versamento non si fa. Quando il Comune non decide diversamente il minimo è 12,00 €, ma la soglia la stabilisce il regolamento comunale e cambia da posto a posto — e in alcuni Comuni si riferisce all'anno intero, non al singolo versamento. Prima di lasciar perdere, una telefonata all'ufficio tributi.

Il Comune mi ha mandato l'F24 già compilato: mi fido?

Alcuni Comuni lo mandano per cortesia, e di solito è corretto. Ma non è un atto ufficiale e la responsabilità del versamento resta tua: se il Comune non sa che hai venduto, che hai cambiato residenza o che hai diritto a un'agevolazione, quel modulo sbaglia. Vale la pena rifare il conto e confrontare.

Ho più immobili in Comuni diversi

Un F24 per ogni Comune, perché il codice ente è uno solo per modello. Nello stesso Comune, invece, puoi mettere più righe nello stesso F24: una per ogni codice tributo.

L'IMU si può scaricare dalle tasse?

Per i privati no: sulla casa non si recupera nulla. È deducibile solo l'IMU sugli immobili strumentali di imprese e professionisti, che dal 2022 si deduce per intero dal reddito d'impresa o di lavoro autonomo.

Vivo in Friuli o in Trentino-Alto Adige

Lì l'IMU non c'è: il Friuli-Venezia Giulia ha l'ILIA, la Provincia di Trento l'IMIS, quella di Bolzano l'IMI. Le scadenze somigliano, ma regole, aliquote e moduli li decidono la Regione o la Provincia: chiedi al tuo Comune.